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Portata e limiti attuali / Un glossario critico / Un glossario plurilingue / Un glossario informatico

    

          Questo glossario si inserisce nel contesto di un programma di ricerca franco-spagnola, come punto d’incontro di due dei principali assi di ricerca che, sulla fiscalità medievale, si sono sviluppati nell'Unité Mixte de Recherches 5648/CIHAM (Histoire et archéologie des mondes chrétiens et musulmans médiévaux), e nel Dipartimento di Studi Medievali del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (Institución Milà y Fontanals) di Barcellona [1]. Questo programma ha esordito nel 1996, nella cornice di un accordo di cooperazione franco-spagnola in Scienze Umane e Sociali (CNRS-Dirección Général di Investigación Científica ci Técnica). Si è sviluppato in seminari e in simposi annuali i cui i risultati hanno dato luogo alla pubblicazione di sei volumi di atti: quattro per le Edizioni Privat (Tolosa), nella collezione Fiscalité des villes (Occident méditerranéen), uno per il Comité d’Histoire économique et financière de la France, nella collezione Histoire économique et financière de la France, e l'ultimo per la Casa de Velázquez di Madrid [2]. Un settimo volume è attualmente in corso di pubblicazione presso l'Instituto di Estudios Fiscales a Madrid [3]. Da questa collaborazione e dalla grande esperienza maturata, è nata l'idea di elaborare un glossario destinato a chiarire i dubbi e le domande che gli storici possono porsi  (anche quelli che non sono degli specialisti del problema) a proposito delle parole della fiscalità medievale nell'area dell'Occidente mediterraneo.

          Occorre avvertire il lettore che fin dall’inizio abbiamo escluso l'idea di realizzare un vocabolario esaustivo ed enciclopedico, optando per un'opera di sintesi e di sistematizzazione delle informazioni disponibili provenienti essenzialmente da lavori già editi. Si è anche deciso di fissare dei limiti geografici, cronologici ed istituzionali al dizionario. In più, si è considerato opportuno che il contenuto delle definizioni fosse relativamente breve, sebbene ragionato, cosa che spiega il termine "critico" che accompagna il titolo del glossario. Non rinunciamo tuttavia ad aumentarlo in futuro e per questa ragione abbiamo rinunciato alla pubblicazione tradizionale cartacea, scommettendo invece sulla versione informatica e su un glossario "aperto" suscettibile di essere arricchito e di migliorare in un continuo work-in-progress. Segnaliamo infine che per evitare i problemi di traduzione di tutte le definizioni - così come quelli posti dall'introduzione progressiva delle future modifiche - nelle sei lingue ufficiali del progetto (castigliano, francese, portoghese, italiano, catalano ed inglese) le voci appaiono nella lingua originale nella quale sono state scritte dai loro autori.

 

          Portata e limiti attuali

 

          L'esperienza maturata durante gli anni dai membri dell’équipe incaricata dell'elaborazione del glossario invitava a iniziare quest’opera con la definizione dei termini corrispondenti alla fiscalità del basso Medioevo. Così, abbiamo ristretto il contenuto di questa "prima edizione" del glossario al periodo XII-XV che coincide con il consolidamento progressivo delle fiscalità pubbliche ordinarie, frutto della crescita economica ed urbana che conobbe l'Occidente medievale durante questi quattro secoli così come del recupero del diritto romano e dell'affermarsi dei poteri monarchici.

          Ugualmente abbiamo deciso di limitare questa prima versione del glossario all'Occidente mediterraneo, e più precisamente all'area linguistica romanza, considerando le possibilità offerte da questo insieme di territori per lo studio comparato delle parole di origine latina. Il dizionario include delle parole delle Corone di Castiglia e di Aragona, dei regni di Navarra e del Portogallo, e della Francia di lingua d’oc. Le parole degli altri territori europei saranno integrate progressivamente secondo la loro redazione curata dai collaboratori.

          Il terzo limite imposto al progetto è di carattere terminologico, poiché sono definiti solo i termini che designano concretamente differenti tipi di prelievi, ad esclusione delle tasse giudiziali e delle multe. Abbiamo perciò escluso le parole relative alle modalità di base imponibile (per esempio: estimi, manifests, padrones, compoix, ecc.), alla riscossione e alla gestione (per esempio: fattoria, prometido, exaüc, fiele, ecc.) dei prelievi. Tutti questi termini appaiono in corsivo nelle definizioni di ogni parola e, di conseguenza, saranno presenti nei futuri indici del lavoro.

           Infine, l'ultimo limite di questo glossario è relativo al quadro fiscale/istituzionale. Si sa che i nuclei urbani e i loro territori costituivano degli spazi all’interno dei quali si concentrava la più grande varietà di prelievi alla fine del Medioevo e sono quelli che hanno conservato la documentazione più abbondante. Abbiamo, dunque, deciso di concentrare il progetto sullo studio del vocabolario attestato nelle località che sono state meglio e più studiate. Tutte le tasse imposte ai loro abitanti sono state prese in considerazione, che siano di carattere municipale, signorile o reale/statale, comprese quelle che gravavano sulle comunità ebraiche e musulmane. In questa prima versione del glossario, solo la fiscalità propriamente ecclesiastica  è stata esclusa così come le rendite feudali legate alla proprietà della terra.

 

          Un glossario critico

 

          Il carattere critico di questo glossario di fiscalità medievale fa fondamentalmente riferimento al numero, all'estensione e alla struttura delle voci. Sebbene si tratti di un dizionario on-line, senza la limitazione specifica dell'edizione cartacea, abbiamo fissato certi limiti formali per ottenere un prodotto lessicografico utile, coerente ed equilibrato. Detto altrimenti, le parole e le definizioni non sono introdotte in modo indistinto, ma secondo tutta una serie di presupposti comuni, osservati fedelmente dall'insieme dei collaboratori del progetto.

          Ogni parola che designa un prelievo appare nel glossario con una definizione minima e la sua descrizione linguistica (lingua, genere e numero). Tutte le parole non sono, dunque, oggetto di una definizione ampia e dettagliata. I termini che in ogni territorio corrispondono a una stessa realtà fiscale rinviano a una voce principale nella quale il prelievo è definito in modo sintetico. Per esempio, esistono delle tasse sugli scambi di prodotti la cui denominazione, sebbene si tratti di uno stesso tipo di prelievo, varia secondo il prodotto imposto. Poiché ci è sembrato totalmente inutile e possibile causa di malintesi l’idea di riportare delle decine di definizioni parziali nelle quali ripetere praticamente la stessa cosa con delle parole differenti, abbiamo optato per la redazione di una voce generale che spiega le principali caratteristiche della tassa con, eventualmente in supplemento, alcune parole utili a evidenziare le varianti considerate come le più importanti.

          Per quanto riguarda le definizioni principali del glossario, abbiamo rispettato certi criteri di estensione e di gerarchia. Abbiamo così fatto uno sforzo di sintesi e di chiarezza al momento di elaborare i testi, allo scopo di permettere al lettore di farsi velocemente un'idea del significato di ogni termine così come delle nostre conoscenze e dei nostri limiti alla luce degli studi attuali. Abbiamo anche stabilito una certa gerarchia tra le parole in funzione non solo di ciò che l'autore era in condizione di scrivere su l’una o l'altra, ma anche dell'importanza relativa di ciascuna nel sistema fiscale di ogni territorio. L'utilizzatore ha sempre la possibilità di ampliare le sue conoscenze con la bibliografia e, secondo i casi, con le citazioni dei documenti aggiunti alla fine di ogni voce.

           In ultimo, per quanto riguarda la struttura e il contenuto delle parole del glossario, abbiamo provato a rispettare una serie di criteri generali per dare al lavoro la più grande coerenza e la più grande chiarezza possibile. Ricordiamo che abbiamo distinto tra voci principali e voci secondarie. Le prime comprendono le parole considerate come più rappresentative e/o più comuni per designare un prelievo determinato. Le seconde sono dedicate a tutte le varianti linguistiche o geografiche che designano una stessa realtà fiscale; esse rinviano a una parola principale e all'inizio di ogni definizione appare l'elenco completo di tutti i termini equivalenti presenti nella documentazione. Quando è conosciuta, si indica di seguito l'etimologia possibile della parola e si precisa il territorio in cui la si incontra e durante quale periodo.

          Il sistema fiscale (municipale, signorile, reale/statale o altro) al quale appartiene il prelievo è un’altra delle domande alle quali si tenta di rispondere in ogni definizione. Allo scopo di facilitare il paragone tra i territori e le epoche, ci siamo anche sforzati di stabilire il tipo di contributo, cioè, se, in accordo con i concetti utilizzati nel diritto fiscale attuale, il prelievo corrisponde ad un sussidio, a una tassa, a un’imposta, a un monopolio o ad un termine più generico. Per finire, ogni volta che è stato possibile determinarla, nelle diverse voci, specifichiamo la finalità o l'utilizzo previsti dai prelievi effettuati così come le loro principali caratteristiche: soggetto imponibile od oggetto tassato, contribuenti ed esenti, tipo di tassa e forma di percezione. Per contribuire a una migliore comprensione di ciascuno dei termini definiti, oltre ai rinvii alla bibliografia o ai riferimenti documentari selezionati, si indicano anche le altre parole del glossario che sono in relazione con quella che è l'oggetto della voce.

 

          Un glossario plurilingue


          In origine, il glossario è stato pensato per essere utilizzato come uno strumento di consultazione plurilingue. La redazione delle voci in differenti lingue rischia forse di sorprendere l'utilizzatore, abituato a servirsi di dizionari elaborati in una sola e unica lingua o, nel migliore dei casi, tradotti integralmente in differenti lingue. Tuttavia, nel nostro caso, la relativa rarità degli studi sulla fiscalità medievale e il desiderio che il glossario possa essere anche uno strumento utile per la ricerca, ci hanno indotto a presentare le definizioni nella lingua originale del territorio alla quale appartiene l’imposta. E poiché i termini di cui non conosciamo o conosciamo male la natura sono ancora abbastanza numerosi, abbiamo progettato questo dizionario come un'applicazione informatica "aperta" che permette di svilupparla con l’aggiunta di nuovi dati secondo un continuo work in progress. Per questa ragione, e anche per evitare i problemi che potrebbero risultare dalla traduzione continua delle nuove voci realizzate per i differenti territori studiati, si è ritenuto opportuno - per il momento – conservare nel glossario le diverse lingue.

          Tuttavia, per facilitare la ricerca di informazioni e ottimizzare gli apporti del dizionario, abbiamo approntato alcuni meccanismi che permettono di compensare, per quanto possibile, le difficoltà che la diversità linguistica potrebbe provocare. Così, in primo luogo, ricordiamo ancora una volta che tutte le parole sono oggetto di definizioni brevi nelle diverse lingue ufficiali del glossario - o di rinvii - destinate a facilitare un primo orientamento all'utilizzatore. In secondo luogo, come lo si spiega in modo più dettagliato nella sezione "Aiuto", esiste un motore di "ricerca avanzata" che, tra le altre cose, permette di ricercare nell'insieme del glossario i lemmi o le radici di parole comuni alle diverse lingue. Infine, come si specifica anche in "Aiuto", stiamo creando un motore di "Ricerca assistita" per le differenti materie che funzionerà a partire dagli indici di parole equivalenti nelle diverse lingue.

 

          Un glossario informatico

 

          Grazie al supporto informatico, abbiamo potuto superare, o perlomeno attenuare, numerosi problemi posti dalla complessità dell'elaborazione di un glossario di fiscalità medievale. Nel nostro caso, la scommessa per questo tipo di supporto rispecchia una generale tendenza lessicografica che si è concretizzata nella proliferazione di enciclopedie, dizionari e glossari on-line di ogni tipo durante gli ultimi anni, così come nella creazione di versioni digitali di un numero importante di lavori di riferimento già esistenti. I nuovi dizionari informatici presentano degli enormi vantaggi rispetto ai tradizionali dizionari cartacei: possibilità di aggiornare regolarmente i dati, accessibilità molteplice ai contenuti, costi relativamente bassi, ampia diffusione. Tutti questi elementi sono stati presi in considerazione al momento di elaborare il presente glossario che offre anche delle prestazioni informatiche supplementari come, per esempio, una selezione di collegamenti con altri lavori suscettibili di fornire ulteriori notizie all'utilizzatore (si veda "Altri collegamenti").

           Tuttavia, malgrado i vantaggi evidenti offerti dal nuovo formato, non sfugge a nessuno che i dizionari informatici presentano anche degli inconvenienti maggiori rispetto ai tradizionali dizionari. A differenza di questi ultimi, nella maggior parte dei casi realizzati in modo rigoroso e garantiti da personalità e istituzioni prestigiose, numerosi glossari informatici presentano non solo importanti difetti in quanto al loro contenuto, ma sono anche dei prodotti di origine dubbia che non funzionano sempre correttamente e non durano nel tempo. In altre parole, la facilità relativa con la quale si può elaborare un'applicazione di questo tipo ha facilitato l'apparizione, accanto a dizionari di grande qualità, di un gran numero di sottoprodotti che non offrono nessuna garanzia e possono causare una perdita di fiducia da parte degli utenti.

          Per evitare questi problemi, i responsabili del presente glossario, seguendo le indicazioni degli specialisti del settore, hanno preso tutta una serie di precauzioni che ritengono possano soddisfare le condizioni minime esigibili da un prodotto lessicografico informatico di qualità. La competenza degli autori e dei promotori del glossario, tutti specialisti nello studio della fiscalità medievale, rappresenta una di queste condizioni (si veda "Autori"). Un'altra condizione è rappresentata dal lavoro svolto, per tutti i territori studiati, dalle differenti équipes che hanno lavorato sotto la responsabilità di un coordinatore, incaricato di suddividere le voci tra i collaboratori e di organizzare delle sessioni di lavoro collettivo al fine di rendere omogenei i contenuti. La coerenza di questi contenuti, elaborati a partire da una scheda tipo, così come il riferimento alla bibliografia e alle fonti documentarie utilizzate, come pure la creazione di un comitato di lettura con il compito di rivedere ciascuna delle parole così da garantire la qualità finale del lavoro fatto, costituiscono ugualmente dei pre-requisiti lessicografici che abbiamo tenuto in considerazione (vedere "Bibliografia"). Per finire, l'installazione dell'applicazione informatica sul server di una delle principali istituzioni di ricerca europea, il Consejo Superior di Investigaciones Científicas di Barcellona, garantisce l'iniziativa e ne assicura la perennità.

          Tali sono, a grandi linee, le principali caratteristiche di questo glossario informatico che, ripetiamolo, costituisce un'applicazione "aperta" all'arricchimento progressivo dei suoi contenuti. Questo lavoro va attribuito innanzitutto agli autori membri delle differenti équipes integrate nel progetto, ma ringraziamo anche in anticipo tutti i ricercatori/utilizzatori che invitiamo, nel caso in cui rilevassero degli errori o volessero aggiungere dei dati supplementari, a rivolgersi ai responsabili del glossario attraverso il formulario contenuto nella sezione "Contatto".

  



[1] Vid. http://ciham.ish-lyon.cnrs.fr/ y http://www.imf.csic.es/

[2] Denis MENJOT et Manuel SANCHEZ MARTINEZ, La fiscalité des villes au Moyen Age (Occident méditerranéen) 1. Etude des sources, Privat, 1996. 175 pages. 2. Les systèmes fiscaux, Privat, 1999. 540 pages. 3. La redistribution de l'impôt, Privat, 2000, 340 pages. 4. La gestion de l'impôt, Privat, 2004; Denis MENJOT, Albert RIGAUDIERE et Manuel SANCHEZ MARTINEZ, L'impôt dans les villes de l'Occident méditerranéen, [Colloque Paris-Bercy, 2001], Paris, Comité pour l'Histoire Économique et financière de la France, Paris, 2005, 609 pages; y Denis MENJOT y Manuel SANCHEZ MARTINEZ, Fiscalidad de Estado y fiscalidad municipal en los reinos hispánicos medievales, Casa de Velázquez, Madrid, 2006, 472 pages.

[3] Denis MENJOT y Manuel SANCHEZ MARTINEZ (coord.), El dinero de Dios. Iglesia y fisco en la Edad Media, Instituto de Estudios Fiscales, Madrid, 2011.